Monfalcone

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Dall’autostrada sull’altro versante della valle delle Mucille, sotto il Monte Cosich e il Debeli Vrh, giunge il sommesso fruscio del traffico domenicale. Si distingue appena dal fischio che il vento freddo dell’est intona tra i rami secchi. Un mountain biker, vestito di colori accesi, mi sfreccia vicino nella sua corsa lungo i sentieri delle alture di Monfalcone. Breve rotolare di sassi, ansito pesante dello sforzo e poi solo il vento e il borbottio lontano delle automobili. Silenzio, se vogliamo. Quello che da fine maggio del 1915 a ottobre del ’17 fu interrotto senza tregua dagli ululati e dagli scoppi dei proietti di artiglieria, dal crepitare delle mitragliatrici, dalle urla, dalle invettive e dai lamenti dei soldati che si combattevano. Vicini, vicinissimi o lontani, ovattati, verso il San Michele o l’Hermada.

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