Con il naso per terra

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Di solito, il motociclista guarda lontano e non solo in senso metaforico. Lo sguardo lungo gli consente di pennellare la strada ed evitare le buche più dure, come cantava Lucio Battisti che di motociclette se ne intendeva. Quanto più viaggia veloce, tanto più dovrà tenere lo sguardo alto per evitare le brutte sorprese e per potere osservare almeno un po’ quanto lo circonda prima che scivoli alle sue spalle. Di quello che gli passa nemmeno si accorgerà; sì, potrà trasalire per un refolo di profumo o di fetore, ma avrà appena il tempo di sorprendersi che la traccia si sarà già dissolta nell’aria che si appressa.
Il motociclista fa delle soste e visita i luoghi di interesse turistico, ma devono avere una certa mole e importanza. Poiché ama molto stare in sella e danzare fra le curve, non si fermerà volentieri se non ha programmato di farlo o se qualcosa non è abbastanza grande da attrarre la sua attenzione quando è ancora lontano.
Difficilmente dunque un prato potrà essere motivo per fermarsi, spegnere la motocicletta e abbassare lo sguardo a terra, a meno che il nostro amico non voglia fare uno spuntino o stare un po’ in intimità con la compagna e si guardi intorno per evitare cardi, “petole” e “boasse”. Eppure, il prato – specialmente quello di montagna – meriterebbe più considerazione. Passeggiarvi è un’esperienza totale che coinvolge sensi, intelletto e cuore.

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