Siamo tutti stupidi

Philip Gibbs fu un giornalista inglese che seguì l’esercito di Sua Maestà sul Fronte Occidentale per tutta la durata della guerra. Nel libro Realities of war descrive senza veli le condizioni di vita dei soldati  e dipinge un ritratto poco lusinghiero di Sir Douglas Haig, comandante in capo britannico in Francia e nelle Fiandre.
Egli scrive che l’inverno del 1915 fu il peggiore di tutti. Nel cuore dei soldati, inglesi, francesi e tedeschi, pesava la disperazione. Nel 1914, nonostante i corpi sparsi nei campi dopo la prima battaglia di Ypres, la guerra sembrava non dovere andare avanti a lungo. La maggior parte degli uomini credevano che sarebbe finita velocemente, e tutti speravano che un qualche miracolo avrebbe messo a posto le cose. L’inverno fra il 1916 e il 17 sarebbe stato strano sui campi della Somme, dopo le battaglie che avevano falcidiato le divisioni avversarie, ma la ritirata tedesca dalla Somme al rifugio della loro linea Hindenburg avrebbe riaperto spazio alla speranza. Nei giorni bui del 1915 non c’era invece nessuna speranza.

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