Preparativi

“Per questo viaggio, 120 chilometri fra andata e ritorno, è meglio fare rifornimento a Kirkenes.
Per raggiungere Grense-Jakobselv si prosegue sulla Route 886 a est verso il valico di frontiera. Mano a mano che si procede, il paesaggio diventa sempre più selvaggio e il terreno mostra segni estesi di permafrost. Dopo avere girato intorno alla testa del Jorfjorden, la strada raggiunge Vintervollen, località il cui nome significa “campo invernale” e da qui in poi la sensazione di isolamento, se non di desolazione, diventa sempre più opprimente: nessuna abitazione, nessun segno di vita, solo un mosaico di laghi e vegetazione stentata. Un saliscendi della strada porta nella valle di Jakobselva e a Bjørnstad dove la pista gira verso nord, stretta e sconnessa. Il fiume sulla destra è il confine con la Russia, protetto da una recinzione malridotta e vigilato solo da un piccolo posto di guardia norvegese a cui si contrappone sull’altro lato una imponente caserma russa. Proseguendo, alte torri di guardia russe sorvegliano incessantemente la strada norvegese verso la costa e Grense-Jakobselv dove non c’è quasi nulla se non la vista del Mare di Barents. Con il suo aspetto nordico, questo è un luogo freddo e inospitale. Forse, in qualche raro giorno estivo, le spiagge possono apparire più attraenti e il mare più invitante, ma nei giorni in cui tira il vento del nord ti interroghi sulla tempra degli uomini e delle donne che vivono qui”.
Quale demone oscuro mi spinge a decidere che questa sarà la meta e il giro di boa del viaggio a nord che sto pianificando da mesi e che comincerà a breve?
A dieci anni persi la spensieratezza salendo una vecchia scala senza mancorrente e la paura del vuoto mi scoprì. Non mi diedi però per vinto e non rinunciai  – come ancora non rinuncio – a espormi alla vertigine in cui si mescolano terrore ed eccitazione, si tratti di mettere il piede sul ciglio di una parete a picco o di sfidare la fantasia orrifica eccitata da un racconto di viaggio. Il cuore non sempre mi è bastato e qualche volta mi sono ritirato sconfitto, ma non ho mai rinunciato a entrare in battaglia per sconfiggere il mostro che rende incerti i tuoi movimenti ed esitante la tua volontà. Il premio è la speranza di uno di quei giorni di sole in cui si rivela la bellezza nascosta del mare e della terra.

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Una risposta a Preparativi

  1. Max510 ha detto:

    Bei pensieri Giulio.
    Pure io ho le mie paure, alcune le affronto come fai tu, altre non riesco proprio…
    Buona strada
    Max

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