Fra i laghetti delle Colline Moreniche del Garda

Itinerario

I giorni a cavallo del cambio d’anno non sono fra i più propizi al mototurismo: molte strade sono infide, fa freddo e le giornate sono corte. Però qualche soddisfazione si può pure prendersela e magari inseguire piccole curiosità che si tralasciano quando la stagione si apre e mette voglia di porsi mete a più vasto raggio.
Ho approfittato di questo ultimo scorcio di festività natalizie per esplorare, anche se la parola è un po’ esagerata, alcuni angoli di un territorio affascinante poco lontano da casa: le colline moreniche del Garda.
A sud del lago di Garda, tra Verona, Mantova e Brescia, si sviluppa un grande anfiteatro morenico, ovvero un susseguirsi di cerchie collinari con interposte piccole aree pianeggianti, originatisi grazie all’azione di trasporto e di deposito del grande ghiacciaio del Garda nel susseguirsi della sua espansione e ritiro fra 680.000 e 12.000 anni fa (1).
Il territorio delle colline moreniche del Garda è punteggiato da aree umide e alcune di queste sono di notevole pregio naturalistico per la preservazione della flora e della fauna locale e per il mantenimento degli equilibri ecologici della zona.
Partendo da Peschiera del Garda, con un percorso di una trentina di chilometri, ho visitato successivamente il lago del Frassino, la palude Mantellina ed il lago di Castellaro Lagusello, concludendo l’itinerario a Borghetto di Valeggio sul Mincio.
Da Peschiera si raggiunge rapidamente il lago del Frassino, costeggiando il Garda fino a San Benedetto di Lugana e svoltando a sinistra verso Broglie.
Quello del Frassino è un piccolo lago di origine glaciale lungo 770 m e largo 380 m con tre immissari e due emissari di piccola portata. La profondità massima è di 15 metri. Il laghetto è un biotopo di rilevanza europea e un’oasi naturale protetta per le sue peculiarità faunistiche e floristiche; è fondamentale soprattutto come luogo sicuro per le anatre tuffatrici nei mesi invernali, in particolare il moriglione e la moretta. Queste anatre vengono a svernare nell’area gardesana dopo avere volato per chilometri e chilometri, provenendo perlopiù dall’Europa centro-orientale; la moretta con un viaggio più lungo poiché nidifica comunemente più a nord del moriglione, che invece preferisce zone temperate (2).
La strada passa vicino al lago e le sponde del lago sono proprietà privata; le visite sono ammesse previa autorizzazione del Settore faunistico ambientale della Provincia di Verona. Tra Settembre e Aprile, la zona è un vero e proprio paradiso per il birdwatching (3).

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Proseguendo oltre località Boschetti, si incontra la SP77 che, presa a destra, conduce a Pozzolengo. Superato il castello e imboccata via Fontanelle, un paio di chilometri di strada bianca conducono alla palude Mantellina, una zona umida disposta intorno ad uno specchio d’acqua di oltre 16.000 metri quadrati dove vegetano e vivono specie botaniche e faunistiche di grande interesse, che qui trovano l’habitat a loro più adatto (4). Nell’intera area umida, è vietata la pratica della caccia, ma durante la mia visita il richiamo delle anatre era interrotto di tanto in tanto dagli spari di un fucile.

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Ritornati in paese, cinque chilometri ci conducono a quello che forse è il più conosciuto fra i gioielli della zona: il borgo di Castellaro Lagusello che sorge su un’altura, prospiciente il piccolo lago a forma di cuore.
L’attuale castello risale al 1100-1200 e deve la sua origine agli Scaligeri. Difeso da possenti mura merlate e da dieci torri, si presentava diviso in due zone: quella verso il lago affidata al castellano e quella verso nord affidata ad un capitano con il compito di difendere il ponte levatoio di ingresso al borgo fortificato. Nei secoli passò molte volte di mano e finì in possesso, di volta in volta, dei Visconti, dei Gonzaga e della Serenissima Repubblica di Venezia. Nel 1600 il castello perse le sue caratteristiche di costruzione di difesa e venne ceduto dalla Serenissima Repubblica di Venezia ai Conti Arrighi che, senza modificarne troppo l’aspetto esteriore, ne trasformarono una parte in comoda e signorile residenza (5).
Dell’antico castello rimangono, ancora pressoché intatte, la cinta muraria, quattro torri, alcuni tratti del camminamento di ronda e due case rustiche medievali. L’accesso al lago è possibile da una porta nella torretta vicina a Villa Arrighi, ma abitualmente il cancello è chiuso. Anche così, tuttavia, l’ambiente che unisce la grande piazza medievale circondata di mura, il lago in cui d’inverno non è difficile scorgere le anatre volare rasenti l’acqua o tuffarsi in cerca di pesci ed i rumori quotidiani della piccolissima comunità, è di grandissima suggestione.

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Ripresa la motocicletta, una bella strada di una decina di chilometri ci riporta in provincia di Verona, a Borghetto sul Mincio. Il luogo è celebre per gli incantevoli mulini e per i resti possenti del Ponte Visconteo sul fiume.
Il Ponte Visconteo fu costruito nel 1393 per volere di Gian Galeazzo Visconti. Era dotato di tre ponti levatoi di cui solo uno si è conservato e raccordato al sovrastante Castello Scaligero da due alte cortine merlate (6).
Nel passato, il guado del Mincio fu il più comodo e sicuro a sud del lago di Garda in una zona di frontiera presa di mira da signorie ed eserciti che spesso combatterono proprio a Borghetto aspre battaglie. Così, ad esempio, il 30 maggio 1796 qui si svolse la battaglia in cui Napoleone sconfisse gli austriaci (l’area di Borghetto era presidiata da Schottendorf con 7 battaglioni e 15 squadroni) ed il 6 agosto dello stesso anno fu teatro di un cannoneggiamento francese. Ancora, il 9 aprile 1848 fu teatro di uno scontro tra piemontesi e austriaci i quali si ritirarono guastando il ponte di legno.

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È ora di rientrare a casa e la strada attraversa la cittadina di Valeggio sul Mincio, famosa per i suoi tortellini, speciali al burro fuso e salvia e ottimi anche in brodo. Mi corre dunque l’obbligo di una sosta al Pastificio Remelli (7) per riempire il baule di una preziosa scatola dei “nodi d’amore”, come qui vengono chiamati i tortellini.

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Per approfondire:
1) http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Garda
2) http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_del_Frassino
3) http://www.veronabirdwatching.org/alidelfrassino_preview.htm
4) http://www.crasirmione.it/LIBROWEB/SCHEDEUMIDE-58-69.pdf
5) http://www.castellarolagusello.it/storia/borgo.html
6) http://it.wikipedia.org/wiki/Borghetto_(Valeggio_sul_Mincio)
7) http://www.pastificioremelli.it/

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4 risposte a Fra i laghetti delle Colline Moreniche del Garda

  1. Valter ha detto:

    Che bello, che armonia, che pace …che invitanti nodi d’amore 😉

    • giulio1954 ha detto:

      Materialista! 😉

      • Valter ha detto:

        Quanto hai ragione Giulio però, dopo una passeggiata fra questi luoghi rilassanti, dopo aver apprezzato questi scorci di placido ambiente, dopo aver ammirato ancora una volta il ciclo della natura che cambia e gli animali che si adattano ai suoi mutamenti perché non dare il giusto merito anche all’ottimo prodotto di mani sapienti che dopo un breve tuffo nel buon brodo ti regalano altrettanta soddisfazione… 🙂

      • giulio1954 ha detto:

        Come darti torto, caro Valter?

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