Al Passo dello Stelvio

Finalmente sono stato al Passo dello Stelvio. Itinerario classico: Ponte di Legno, Passo Gavia, Santa Caterina Valfurva, Bormio, Passo dello Stelvio, Prato allo Stelvio.
Per arrivare a Ponte di Legno, sono passato anche dal Passo Tonale che sul versante trentino non offre attrattive particolari, mentre in quello bresciano scende con percorso mosso e divertente. Il Passo non è granché e a ridurre la sua attrattiva contribuisce anche il guazzabuglio di costruzioni con cui è stato “valorizzato”.
Quando ci si confronta per la prima volta con qualcosa di classico è inevitabile dovere fare i conti con tutto l’apparato critico e con tutta la mitologia che sui classici prolifera e si rischia sempre di mancare l’incontro per eccesso di aspettative, così come capita con i primi amori adolescenziali.
Sono partito prestissimo al mattino e ciò mi ha permesso di arrivare a Passo Gavia che ancora la moltitudine dei turisti non si era mossa; ho imboccato la stradina che sale da Ponte di Legno con un misto di eccitazione e timore per scoprire che la strada in alcuni punti è veramente molto stretta e alcuni tornanti proprio a gomito, ma non diversi da quelli che si trovano sulle strade di casa. In compenso il panorama è grandioso e, dato lo scarso traffico, ho potuto fermarmi ad ammirarlo e a scattare un paio di foto senza rischiare di creare intasamenti pericolosi.
Un sentore di come si sarebbe sviluppata la giornata ho cominciato ad averlo mentre scendevo a Santa Caterina Valfurva; infatti, ad ogni tornante aumentava il numero di ciclisti, motociclisti e automobilisti che salivano in senso inverso al mio.
A Bormio ho incontrato una vera e propria folla e la salita allo Stelvio è stata un susseguirsi di rapide accelerate e brusche staccate per superare ora un’automobile ed ora un camper. Per non parlare dei ciclisti che, in debito di ossigeno, tagliavano i tornanti senza curarsi di chi veniva dietro o di fronte a loro. D’altra parte la mitologia sullo Stelvio riguarda più il versante tirolese che quello valtellinese e dunque, a parte il traffico soprattutto nella parte iniziale mi sono goduto la salita.
Un malfunzionamento della moto poco prima della deviazione per l’Umbrailpass mi ha guastato il divertimento e sono arrivato in cima con i nervi a fior di pelle.
L’affollamento che intasava il Passo e il nervosismo per quanto appena accaduto mi hanno fatto desistere dal proposito di fermarmi a consumare il panino che avevo comperato a Santa Caterina. Ho accostato un attimo per due foto e sono ripartito per trovarmi presto in un videogame in cui si realizzavano i peggiori racconti sullo Stelvio. I primi trenta tornanti in discesa, specialmente quelli che erano a destra per chi saliva, occupati da colonne di due o tre auto e da gruppi di motociclisti che impazienti cercavano di superarle allargandosi a sinistra senza ritegno. Anche dare una sbirciatina all’Ortles incombente sulla valle diventava un rischio. Poi, il traffico si è diluito e mi sono potuto rilassare un po’ e cercare di aggrapparmi alle sensazioni positive del giro.
Cosa rimane del primo approccio a questa grande classica?
Il versante più divertente del Passo Gavia è quello di Ponte di Legno che permette di usare il motore un po’ più allegramente e, per la stessa ragione, quello più divertente del Passo Stelvio è indubbiamente quello che lo collega a Bormio. Entrambi gli altri versanti dei due Passi sono più tecnici e il divertimento sta, a mio avviso, nel percorrerli al meglio delle proprie possibilità.
È altamente consigliabile prendersi il tempo per fermarsi e guardarsi intorno e, soprattutto, evitare le “classiche” nella settimana di ferragosto.

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6 risposte a Al Passo dello Stelvio

  1. Pingback: Al Passo dello Stelvio | vivilamoto

  2. Valter ha detto:

    Ciao Giulio,
    descrizione corretta e calzante. Spero che l’inconveniente a Lady B sia stato solo un po’ di “nervosismo” da traffico 😉

    Grande, come sempre

  3. Luciano ha detto:

    Ciao giulio54 , complimenti lo Stelvio è sempre bello in ogni stagione. Un saluto Luciano (Blackmonkey) QdE

  4. Federico ha detto:

    Ciao Giulio,sono federico alias biancone54,qualora volessi fare anche il Mortirolo,Aprica,Vivione,Presolana,S.Marco in compagnia fammi un fischio abito nei “dintorni”e un giretto con te lo farei volentieri.
    Federico

  5. Luca Scarpat ha detto:

    Bel report, come sempre i tuoi. Il Passo dello Stelvio è un classico: certo in queste due settimane di agosto è affollato; già in luglio e in settembre (se il tempo lo permette) è molto più vivibile. Non preoccuparti per il piccolo inconveniente alla moto.
    Luca

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