Altopiano dei Fiorentini

L’anticiclone subtropicale “Ulisse” è arrivato sull’Italia e la giornata si preannuncia torrida, ma la voglia di rimettermi in sella dopo la disavventura bretone è incontenibile e dunque si va. Partiamo presto la mattina per essere di ritorno nel primo pomeriggio, quando la calura non batterà ancora fortissimo.
La meta sono gli altipiani di Folgaria e di Asiago, una zona in cui torno sempre volentieri. Il proposito è anche di fare una puntata alla malga poco prima di Passo Vezzena per comperare un po’ di formaggio.
Verso le otto è già caldo, ma, imboccata la gola della Chiusa di Ceraino, l’aria si rinfresca sensibilmente.
Corriamo insieme a tre motociclisti come se fossimo una comitiva fino a Peri dove un folto gruppo li sta aspettando e, dopo un saluto col clacson, proseguiamo da soli fino a Rovereto per imboccare la Vallarsa.
I primi chilometri non sono entusiasmanti: la strada è stretta e le curve quasi a gomito obbligano ad una andatura moderata, ma dopo Trambileno diventa divertente.
Attraversiamo vecchie contrade addormentate nella luce polverosa del mattino. Lo sguardo vaga fra i contrafforti sfumati delle Piccole Dolomiti a sud ovest e i primi canaloni che precipitano dal Monte Pasubio a nord est.
Poco prima del Pian delle Fugazze la strada entra in un bel bosco di faggi e siamo avvolti dal profumo intenso ed inebriante dei ciclamini in fiore. Rallento per seguire il ricordo di come la scoperta di questa pianta dal lungo collo rossastro sormontato dalla delicata corona carminio sia stata forse l’unica consolazione dal dolore insopportabile di essere lontano da casa quando a sei anni fui mandato per la prima volta in colonia e di come mi accanissi a svellere dalla terra nera i bulbi per portarli in regalo a mia madre.
A Pian delle Fugazze scendiamo i primi tornanti e deviamo a sinistra sulla stradina che porta al modesto Passo Xomo e a Posina. La strada è comoda per passare dalla Val Leogra alla Valle di Posina senza scendere a Piovene Rocchette, ma non è divertente perché obbliga ad una andatura poco più che ciclistica.
A Posina riapro finalmente il gas e ci dirigiamo ad Arsiero per imboccare la Direttissima che sale a Tonezza del Cimone con splendida vista sulla Valdastico che corre parallela in basso.
Attraversiamo Tonezza fra i turisti che vagano incerti nella piazza e proseguiamo verso l’altopiano dei Fiorentini da cui la strada si abbassa progressivamente con veloci curve verso Folgaria fra brillanti prati verdi e scuri boschi di conifere. All’altezza della Valle delle Lanze, poco prima dell’albergo Fiorentini, ci facciamo attrarre da un cartello malamente scribacchiato all’imbocco di una stradella bianca e sassosa che annuncia la vendita di formaggio poco lontano. Sguardo allo specchietto retrovisore, brusca frenata, dietrofront, e imbocchiamo la stradina che appare piuttosto sconnessa e tagliata lungo i cambi di pendenza da solchi di deflusso dell’acqua abbastanza inquietanti. Piedi ben piantati sulle pedane, braccia morbide e mani salde sul manubrio, li affronto deciso e senza reali difficoltà. La malga è in una radura, circondata da belle mucche bruno alpine. Un paio di uomini si affaccendano intorno alla stalla e due bambini li osservano poco lontano. Uno dei due malgari ci accompagna nel piccolo caseificio mentre i bambini e il cane ci seguono incuriositi con lo sguardo. Moto come la nostra non ne arrivano molte da queste parti; escursionisti si, ma motociclisti non credo. L’allevo vecchio di un anno è giallo, grasso e saporito e ne comperiamo un bel pezzo che finisce nel capace baule posteriore assieme ad una caciotta morbida.
Riprendiamo la nostra strada e scendendo verso Passo Sommo vediamo numerose persone frugare nel bosco. Io e Maria Grazia facciamo lo stesso pensiero: stanno cercando funghi. A Folgaria cerchiamo un fruttivendolo da cui comperiamo un paio di porcini belli sodi e finferli.
Non dirò nulla della sosta all’Ostaria del Carrador per mangiare qualcosa perché si rivela una grande delusione. Usciti, è ora di prendere la via del ritorno. Saliamo a Serrada dove ci tuffiamo nella bellissima Val Terragnolo per raggiungere di nuovo Rovereto e la Val d’Adige dove ci aggredisce la canicola che monta ad ogni minuto che passa fino a casa. Quando arriviamo il termometro segna trentasei gradi.

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3 risposte a Altopiano dei Fiorentini

  1. Valter ha detto:

    Anche se vicino a casa é sempre un bel giro e questa volta con meteo favorevole lo è ancora di più 😉
    Piacevolissimo resoconto insaporito dalle immancabili belle foto
    Bentornato in sella!!!

  2. ftondelli ha detto:

    Belle come sempre le tue foto, ho fatto parte del tuo percorso in bici, Rovereto, Passo Xomo, Posina e ritorno a Rovereto dal passo della Borcola.
    Ciao
    Fabrizio

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