Due giorni in Toscana

L’ultima volta era stato a Luglio del duemilanove: dieci giorni in Croazia a sfidare la bora sulla litoranea ed il  maltempo nelle isole del Quarnaro. Da allora, per un motivo o per l’altro, non eravamo più riusciti a combinare un giro tutti assieme. Ci è andata bene il fine settimana scorso, complice un’estate che non vuole terminare; meta: la Toscana, intorno a Siena.
Partiamo presto la mattina e rapidamente siamo a Firenze. Lasciamo l’autostrada a Impruneta e prendiamo la Cassia. La  prima sosta a Barberino Val d’Elsa, attratti dalla Porta Senese che incontriamo sulla destra. Attraversiamo lentamente la bella via Francesco da Barberino e ci fermiamo di fronte al Palazzo del Podestà solo il tempo per rinnovare il piacere della compagnia reciproca. Le cose da scoprire sarebbero molte, a partire dagli stemmi patrizi che ornano la facciata del palazzo, ma abbiamo un’agenda molto ricca per la giornata e quindi lasciamo perdere.

Con belle curve e splendidi panorami, la Cassia ci porta rapidamente a Poggibonsi, che attraversiamo senza molti rimpianti, e quindi a Monteriggioni. C’ero stato tanti anni fa e ricordo un piccolissimo borgo cinto da mura e una grande piazza in terra battuta, ma ciò che troviamo è molto diverso, a partire dai parcheggi che lo circondano.
Tuttavia, la bella piazza lastricata, la Pieve di Santa Maria Assunta e la  cerchia muraria mantengono inalterato il loro fascino. Saliamo sui camminamenti  delle mura e non vorremmo più distogliere lo sguardo dal panorama che si domina  tutt’intorno, fino a Volterra.

Di nuovo in sella per raggiungere le  Crete senesi attraverso il sistema di strade a scorrimento veloce che gira  intorno a Siena. Il sole è ormai a mezzogiorno e le colline sono calcinate dal  sole, ma le esili linee disegnate dai cipressi e le macchie di boscaglia che interrompono i declivi gialli di stoppie o marrone di zolle arate danno  profondità al panorama. Si vorrebbe seguire ognuna delle stradine bianche che  si inerpicano sulle colline ai lati del nastro d’asfalto, ma proseguiamo con  bella corsa trattenuta da limiti di velocità per la verità troppo severi.

Arriviamo ad Asciano che è l’una. Alla  partenza avevo accennato ad un agriturismo verso l’Amiata che qualcuno mi aveva  consigliato, ma sembrava non interessare a nessuno. Ora Umberto chiede: “quanto è lontano l’agriturismo?”. Ci vuole un attimo per verificare se c’è posto e per cambiare il programma: a Pienza passeremo domani, oggi andiamo a pranzo “Ai Lecci”.

Attraversiamo San Giovanni d’Asso e San Quirico d’Orcia in una campagna estenuata dall’estate e con il sole a picco. Il profilo azzurrino del Monte Amiata diventa sempre più imponente mentre oltrepassiamo la deviazione verso Bagno Vignoni e risaliamo gli stretti tornanti che portano a Castiglione; il borgo, arroccato sulla collina, meriterebbe una sosta per passeggiare in piazza Vecchietta e verso la Rocca Aldobrandesca, ma si è fatto tardi e temiamo che “Ai Lecci” chiudano la cucina.
Ancora qualche chilometro lungo la bella strada che sale dolcemente i verdi pendii della montagna, deviazione per Campiglia e siamo all’agriturismo.

Andrea ci da il benvenuto e ci accoglie  sulla terrazza dove ha preparato i tavoli all’ombra di un grande gazebo.  Mangiamo carpaccio di chianina con porcini crudi, pappardelle ai porcini e ci  dividiamo amichevolmente dei golosissimi cestini di mousse di ricotta con
granella di nocciola e miele. L’aria è fresca, la foresta di querce di fronte a noi eravigliosa, la compagnia piacevolissima e il tempo passa inesorabile senza che ce ne accorgiamo.

Quando ci alziamo da tavola, dobbiamo tirare un segno su un altro paio di mete che ci eravamo proposti di visitare, ma la cosa non ci pesa più di tanto perché il gusto di viaggiare in compagnia è proprio la compagnia stessa.
Torniamo indietro per qualche chilometro  e svoltiamo a sinistra verso Montalcino. Siamo diretti alla costa, ma prima di raggiungerla vogliamo sostare a Sant’Antimo.
A Castelnuovo dell’Abate, deviamo brevemente dalla strada provinciale e raggiungiamo l’Abbazia, riparata in una valletta ricca di ulivi, viti e cipressi che sembra un giardino.

All’ingresso, appoggio la mano sulle pietre di alabastro del portale, calde del sole ancora
estivo, e penso a quante persone e quante storie sono passate da qui, alla potenza e all’ordine che questo luogo e i suoi abitanti hanno ispirato ed emanato prima di cadere in rovina. Imperatori e papi, a partire da Carlo Magno che, di ritorno da Roma nell’781, pose il suo sigillo sulla fondazione del primo monastero ancora in costruzione. Signori, commercianti, servi della gleba, guerrieri, pellegrini, monaci, artisti, hanno trovato qui un senso alla vita, ispirazione per la loro creatività, freno alla superbia e una speranza
per il futuro.

Oggi la chiesa può sembrare piccola, ma l’Abbazia nel suo periodo di massimo splendore, agli inizi del XII secolo, era una potenza: da qualche parte ho letto che governava novantasei tra castelli, terreni, poderi e mulini, fra cui Montalcino e ottantacinque tra monasteri, chiese, pievi e ospedali dal grossetano al pistoiese passando da Siena e Firenze.

Riprendiamo la strada che rapidamente ci conduce a Montalcino e poi a Paganico e a Grosseto dove imbocchiamo l’Aurelia fino a Talamone. Lì, prima ancora di depositare i bagagli, saliamo alla Rocca per ammirare il tramonto sulle isole dell’arcipelago toscano: Il Giglio, Montecristo e, lontana, l’Isola d’Elba.

La domenica raggiungiamo Orbetello e da lì ci spingiamo ad est verso Manciano e il lago di  Bolsena. Non conosciamo per nulla la zona sicché quando imbocco il tornante subito dopo il Santuario di Madonna delle Grazie, rimango a bocca aperta trovandomi di fronte il gigantesco sperone di tufo su cui sorge Pitigliano.

Visitiamo il borgo, bello sebbene un po’ sgarrupato, gettando l’occhio all’imponente acquedotto mediceo, e alla fontana delle sette cannelle. Ci sfugge per ignoranza, invece, di cercare la sinagoga e gli altri edifici che testimoniano l’esistenza di una prosperosa comunità ebraica che ha dato a Pitigliano il nome di Piccola Gerusalemme.
Proseguiamo attraversando Sorano fino a tornare alla Cassia e alla Val d’Orcia. Passiamo accanto alla rupe di Radicofani e raggiungiamo nuovamente Castiglione per visitare Bagno Vignoni.

In pieno giorno e con un clima estivo, il borgo non ha il fascino un po’ spettrale con cui ci si presentò in una notte di gennaio, gelida di neve e di ghiaccio, fra i vapori che si levavano dalle acque calde della vasca che occupa la posizione della piazza centrale, ma l’armonia degli edifici e della chiesetta di San Giovanni Battista che si rispecchiano nelle acque della grande piscina ne fanno un gioiello ineguagliabile.

Bagno Vignoni non è cibo solo per i nostri occhi perché dietro l’angolo troviamo una piccola locanda che serve formaggi, salumi e vini sotto una pergola di vite americana.
Fra un boccone ed un sorso, una battuta ed una risata, troviamo anche il tempo per immaginare altri viaggi da condividere con questa bella compagnia: Franco, Lucia, Paola, Umberto.
Viaggi e amicizie che ci aiutano a rendere più tollerabile il tempo che passa e l’età  che avanza.

Prima di rimetterci sulla strada del ritorno, c’è ancora tempo per una scappata a Pienza ad ammirare piazza Pio II… e a fare rifornimento di pecorini e lonzino.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Agriturismo I Lecci, Bagno Vignoni, Monteriggioni, Mototurismo, Pienza, Pitigliano, Sant'Antimo, Talamone, Val d'Orcia, Viaggi, Viaggi in moto. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Due giorni in Toscana

  1. Max510 ha detto:

    Sempre bello leggerti ed ammirare le tue foto !
    Però almeno il carpaccio di chianina ed il vinello ce la potevi risparmià; fa venire un’acquolina…

    Ciao Giulio

  2. Federico, Kuh_Queen ha detto:

    Bellissima la Toscana…Che bello il tramonto sul mare con l’isola del Giglio (?) a contornare quel bellissimo scatto!!!

  3. Franco ha detto:

    Grande Giulio!! Leggere il racconto di un viaggio mette addosso la voglia di farne ancora e ancora.. intanto che il tempo passa e l’età avanza.. facciano pure, si accomodino! A noi che c’importa?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...