A spasso fra Italia e Austria

L’idea era di fare una sgroppata fino al Passo del Rombo e di tornare a casa in giornata, ma Umberto mi propone di allungare la strada, fermandoci a dormire da qualche parte in Austria.
Il sito dell’amico Gianfranco Gattelli (www.gattostanco.it) ci offre il suggerimento giusto: aggiungeremo ai Passi già previsti la Silvrettahochalpenstrasse, il Furkajoch, lo Hochtannbergpass e il Hahntennjoch.
La giornata è luminosa e alle otto di mattina promette molto caldo. Raggiungiamo rapidamente Bolzano dove lasciamo l’autostrada per inerpicarci lungo la Val Sarentino. I primi chilometri sono faticosi: la strada è stretta e tortuosa e il traffico lento. A Sarentino ci fermiamo per un caffè e proseguiamo con rapida corsa verso Passo Pennes (m. 2.211).

Fra le tante moto parcheggiate al valico, notiamo una DKW del ’32 che un signore sta provando dopo averla restaurata; lo incontreremo da lì a poco mentre scende lentamente verso Vipiteno. Il tempo di guardarci intorno e di scattare qualche foto e ripartiamo anche noi. Se la strada per salire era dolce e poco tortuosa, quella che scende a Vipiteno è ripida e ricca di tornanti, ma il traffico è limitato e arriviamo in fondo con brio.
Svoltiamo a sinistra per salire al Passo Giovo (m. 2.094) che raggiungiamo rapidamente per tuffarci in Val Passiria.

A San Leonardo imbocchiamo la SS44bis e risaliamo la valle: Gomion, Moso, Belprato dove ormai le gallerie sono finite e la valle si apre. Ci fermiamo al Gasthof Schönau e ci servono una birra gelata e un piatto di canederli con ragù di finferli, piacevoli.

È il momento di salire al Passo del Rombo (m. 2.509), di cui tanto ho letto e sentito parlare. La strada affronta la testata della valle con una serie di tornanti stretti affacciati sul burrone e ben presto siamo alla galleria oltre la quale si raggiunge il Passo e il confine, non più presidiato. Sì, il Passo del Rombo si farà ricordare.


Sul versante austriaco la valle scende più dolcemente, ma la strada è sempre molto divertente anche oltre il casello di pagamento del pedaggio. Sulla sinistra svetta il massiccio delle Ötztaler Alpen con i ghiacciai rosicchiati dal caldo.

Oltre Sölden, la strada prosegue lungamente e lentamente nella valle in cui si susseguono un paesino dietro l’altro fino ad incrociare la A12.
L’autostrada ci porta velocemente a Plans dove imbocchiamo la Silvretta Strasse per Galtür. Quando parcheggiamo la motocicletta sotto la tettoia dell’Hotel Casada, abbiamo percorso 408 km.

Il mattino successivo, la luce è accecante. Dopo una rapida e un po’ deludente colazione, via di corsa. Appena fuori al paese ci attende un altro casello di pedaggio e poi la strada è nostra. La valle è lussureggiante: cavalli al pascolo, trote che saltano nel ruscello, la strada è un nastro di acciaio che striscia ed ondeggia sulle balze. Ben presto siamo al Bielerhöhe e al lago che corona l’ampio valico.

Ora la musica cambia: in una quindicina di chilometri si scende di quasi mille metri lungo una serie di tornanti che visti dall’alto danno un senso di vertigine.

Poi la strada da Partenen a Bludenz ritorna di fondovalle, lenta e trafficata.
Riprendiamo l’autostrada, ora diventata A14, fino a Rankweil dove infiliamo la Laternser Tal. La strada è inizialmente molto stretta, ripida e tortuosa, ma successivamente si apre con vista bellissima sulla conca che culmina con il Furkajoch (m. 1.761).

Il Passo, aperto solo d’estate, permette il passaggio nella valle del Bregrenzer Ache che scendiamo lungamente fino a Dalmüs. Lasciamo sulla destra la strada che sale al Faschinajoch e ci dirigiamo al piccolo villaggio di Au, dove ha inizio la strada per il Hochtannbergpass (m. 1.676).
La L200 segue la valle che diventa sempre più stretta fino al villaggio di Schroecken dove guadagna quota con diversi tornanti e con audaci ponti nei punti in cui la pendenza è esagerata fino al plateau sommitale.
Purtroppo, lungo questa strada esperimento a più riprese improvvise e sgradevoli perdite di aderenza sia all’anteriore che al posteriore che non so bene a cosa imputare, ma che mi fanno irrigidire e diventare cauto nella piega e l’attenzione alla guida mi toglie anche il piacere di gustarmi il panorama.
A Warth proseguiamo lungo la Lechtal fino a poco prima di Elmen dove deviamo sulla L266. Anche questa strada è molto stretta e tortuosa e conduce con una salita di 15 km al Hahntennjoch (m. 1.894); la vista è sempre bella e ripaga ampiamente della fatica. Il Passo è angusto e non offre grandi prospettive. Lo attraversiamo senza fermarci e scendiamo a Imst; la discesa è lunga circa 14 km e non offre spazio per aprire, ma in compenso nella parte alta offre belle viste sugli imponenti ghiaioni che scendono dal Muttekopf.
Una volta a Imst, ci dirigiamo a Landeck da cui prendiamo la strada per Passo Resia e torniamo faticosamente a casa percorrendo al rallentatore la Val Venosta.
La sera il contachilometri segna 925 km che, togliendo quelli di ieri, fanno 517 fra Austria e Italia.

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8 risposte a A spasso fra Italia e Austria

  1. luca ha detto:

    Bravo! Ti seguo sempre sul forum di Mototurismo (il mio nick è tmaxtmax) e mi piacciono i tuoi report. E poi le regioni alpine dell’Austria e le Dolomiti italiane sono i miei giri preferiti.

    Luca

  2. Valter ha detto:

    Ciao Giulio, letto tutto d’un fiato (come sempre).
    Bello, mi hai fatto tornare su alcune strade percorse fra giugno e luglio, complimenti.
    Valter

  3. Federico ha detto:

    Complimenti come sempre per le belle parole e le foto…l’Austria è sempre bella…amore a prima vista…

    Federico

  4. Oscar ha detto:

    Grande Giulio, proprio in questi giorni stiamo pensando, io e Marinella, di fare un 2/3 giorni sulle alpi austriache ai primi di settembre.
    Il tuo racconto (principio di perdita di aderenza a parte) e le immagini che hai postato non fan certo calare il desiderio di andare.
    Oscar

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