Oh the morning glory!

No words this time?
No words.
No, there are times when nothing can be done.
Not this time.

No, it’s evaporation.
No, it’s evaporation.
Is this leading somewhere?
Yes.
We’re going down the lane.
Is this going somewhere?
Into the garden.
Into the backyard.
We’re walking down the driveway.
Are we moving towards….
We’re in the backyard.
…some transcendental moment?
It’s almost light.
That’s right.
That’s it.
Are we moving towards some transcendental moment?
That’s right.
That’s it.

Oh the morning glory!
(Leonard Cohen)

Oggi è domenica, ma alle sei e trenta la sveglia suona come tutti i giorni. In casa ci sono quei quattro cinque lavoretti rimandati tante volte che non possono più aspettare e dunque non se ne parla di stare via tutto il giorno. Poi vorrei uscire da solo per impratichirmi di quelle manovre appena intuite al corso di guida sicura e che non si possono sperimentare in due. La luce che filtra dalla finestra promette bel tempo. Un sospiro e sono in piedi. Mi riprometto di stare via un paio d’ore e dunque la meta è quasi obbligatoria: il Monte Baldo. I gesti ormai sono automatici e in poco tempo sono pronto. Alzo la serranda del garage e il mattino si annuncia con il silenzio e il profumo della vegetazione in fiore, quasi opprimente quello della robinia. Al semaforo, d’impulso, svolto a destra anziché a sinistra e risalgo la valle fino all’altopiano. Il sole si alza con me e mi fa compagnia sulla strada vuota. A Fosse mi tuffo verso la Val d’Adige in faccia alla bastionata del Monte Baldo completamente al sole. Incastonato nella roccia, sulla sinistra, il Santuario della Madonna della Corona. La gioia è tanta che saluto tutti i rari viandanti che si sono già messi in moto, a piedi o in bicicletta. A Peri svolto a destra per attraversare l’Adige che mi colpisce come fosse un fiume straniero, specchio immobile in cui si duplicano i monti che lo rinserrano. L’atmosfera è perfetta e anche il fumo azzurrino di un torpedone vuoto che mi sorpassa rombante partecipa della perfezione del momento. Una corsa tranquilla mi trasporta sulla montagna. Spiazzi e Ferrara di Monte Baldo sono ancora addormentati quando li attraverso. Un assembramento di automobili mi incuriosisce al Cacciatore, ma proseguo oltre fino a quando la strada si inerpica sotto la Valdritta. Lì sono le mie Colonne d’Ercole, oltre le quali, se proseguissi, mi aspetterebbe il rischio di incrociare la Forestale quando la strada è ancora chiusa e la certezza di scontrarmi con l’ira di Maria Grazia che ho lasciato a casa.
Tuttavia non c’è rimpianto nella rinuncia perchè mi saziano la luce pulita del mattino, la benedizione della solitudine, il senso di essere tutt’uno con la strada e con il mondo.
E’ l’ora in cui potrei pregare se il mio orgoglio mollasse la presa. Oh, the morning glory!

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2 risposte a Oh the morning glory!

  1. Max510 ha detto:

    Bel giretto e belle foto !
    Ciao Giulio.
    Max
    😉

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