Prima uscita dell’anno

“Mmmh… vado o non vado?”

“E se vado, dove vado? In montagna no con il freddo che fa e, per quello, nemmeno in collina che qualche tratto gelato lo trovo sicuramente…”

“Mmmh… certo che restare in casa un altro giorno con il sole che c’è non mi va!”

“Sì, ma nemmeno rischiare un’altra caduta dopo quella di settembre! E poi è bigio!”

“Però guarda che c’è il sole!”

Vado!

Mezz’ora a mettere insieme l’abbigliamento che, quando Maria Grazia mette ordine, non trovo più nulla e il campanile suona le dodici.

“Dai, quattro ore buone di luce! Mi faccio il giro del lago e, se proprio mi stufo, a Toscolano prendo il traghetto e accorcio la strada.”

Guardo il termometro appeso in giardino: dieci gradi! “Sì, però è al sole!”

“Però, è debole!”

Lady B. si accende con un bel borbottio vigoroso e via lungo la Valpolicella verso Garda. All’altezza di Affi, un vento teso e tagliente abbassa la temperatura a due gradi e mezzo, ma “sul lago farà più caldo certamente” penso. Guardo con attenzione la strada, ma è completamente asciutta e mi fido ad aprire un po’ di più l’acceleratore.

Il cielo è velato e la luce fredda aumenta ancora di più la sensazione di freddo, ma il motore che ronfa sotto la sella mi incita ad andare avanti.

A Costermano, giro a sinistra per Garda; scendo in scioltezza i due tornanti e sono in paese. Verso Torri del Benaco la strada è occupata da un folto gruppo di ciclisti protetti da una ammiraglia che occupa l’intera corsia di marcia, ma superarli non è un problema visto lo scarso traffico nell’altra direzione.

Mi fermo a Punta San Vigilio e scendo a piedi al piccolo borgo. La Punta è bella in ogni stagione, ma adesso è magica. Giù al molo, disturbo un gruppo di scout seduti in cerchio per prendere qualche foto e mi scuso.

Risalgo in sella un po’ riscaldato dalla passeggiata e proseguo verso nord. Torri del Benaco, Brenzone, Assenza, Malcesine, Tempesta, sfuggono via dietro di me mentre li attraverso. D’estate, è una colonna continua e anche i limiti di velocità ti mettono tensione. Adesso, vai con la tua calma, magari in un tratto apri un po’ di più del legittimo, ma riprendi subito un ritmo turistico perché il bello è guardarsi attorno, respirare l’odore del lago, ammirare l’immensa bastionata che sovrasta l’altra sponda, quella bresciana.

Le prime gallerie mi fanno rallentare perché magari lì dentro fa più freddo e non vorrei trovare brutte sorprese, ma la strada è pulita ed asciutta. A Torbole, incontro ancora quel vento da nord “che taglia e che cuce”, come si dice dalle mie parti, e che mi accompagna nei tratti scoperti fino a Riva del Garda.

Sono le due del pomeriggio ormai e berrei volentieri qualcosa di caldo. Mi fermo o non mi fermo a Riva? I bar più belli sono in centro e dovrei lasciare la moto e farmi una passeggiata… no, dai! Avanti che qualcosa troverò sulla strada.

Adesso perlopiù la strada corre in galleria, però qualche bello scorcio non manca, stavolta sul Monte Baldo, ad est. Passando dove comincia la strada per Tremosine, sono tentato di deviare, ma è tardi… un’altra volta, dai!

Vorrei entrare a Limone dove non sono mai stato, ma sbaglio l’incrocio e non ho voglia di tornare indietro. Mi fermo invece a Campione del Garda, dove si arriva deviando in galleria. La posizione è stupenda ed il borgo sarà una meraviglia quando sarà restaurato, ma adesso è solo un cantiere e un deposito di barche a vela.

Giunto a Toscolano, vado a vedere a che ora parte il prossimo battello, ma in questa stagione sono rari e dovrei aspettare un’ora. Trovo finalmente il bar che fa per me e mi bevo un bel cappuccino caldo per poi ripartire. Il traffico adesso è più insistente e francamente fastidioso. A Salò lascio la gardesana ovest, sebbene più breve, e giro verso Brescia. Bella strada che segue per un tratto il fiume Chiese e soprattutto veloce!

A Brescia entro in autostrada e in un soffio sono a casa.

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