La Strada del Vino dell’Alto Adige

Il giorno nasce con la luce livida delle cattive notizie. L’amico di un amico è caduto, e con lui la compagna, senza ragioni apparenti: gli si è chiuso il manubrio e sono volati; fortunatamente, se la sono cavata senza danni gravi.
Questi sono gli incidenti che ti lasciano disarmato. Puoi contare sull’attenzione e sulla prudenza per evitare scontri o scivolate sull’asfalto sporco, ma di fronte alla rottura imprevedibile della motocicletta come ti puoi cautelare?
Non dico nulla a Maria Grazia e partiamo. Il cuore è un po’ pesante, ma si alleggerisce appena si palesano i bastioni che rinserrano l’Adige alla “Chiusa di Ceraino”. Non è prestissimo, ma la strada è tutta per noi. Fino ad Ala curve e controcurve si rincorrono consentendo un’andatura allegra senza strappi e forzature. Procediamo nell’ombra mentre sulla sinistra la val d’Adige è illuminata da un sole incerto, sufficiente tuttavia ad accendere il verde di alberi e prati. Dopo Ala, lunghi rettilinei ci avvicinano a Rovereto.
Prendiamo l’autostrada perché ora la statale obbliga alla lentezza o all’imprudenza e in un fiato siamo a San Michele all’Adige. Il sole ha preso coraggio e riscalda l’aria e il cuore. Dal casello ci dirigiamo a Mezzocorona e da lì a Roverè della Luna; la prospettiva è inconsueta perché siamo abituati a percorrere la strettoia di Salorno sull’altro versante e il panorama intorno alla strada un po’ desolato a causa dei numerosi sbancamenti sul fianco della montagna. A Cortina inizia la Weinstrasse in un trionfo di viti e di meli in fiore e la seguiamo nel suo errare fra un borgo e l’altro: Malgreid, Niclara, Kurtatsch.
A Corteccia abbandoniamo per un po’ la strada di fondovalle e ci inerpichiamo verso Hofstat e i masi più alti lungo ripidi tornanti; ad ogni svolta la vista si allarga sul gruppo del Lagorai e sulla Val d’Adige, pozze di luce verde-azzurra sullo sfondo del cielo calcinato. Dopo un boschetto di faggi luminosi, la strada si perde in un viottolo sassoso e giriamo la moto. Col motore al minimo per non disturbare la calma sospesa che ci ha intriso, scendiamo di nuovo a Kurtatsch e riprendiamo la strada per Termeno e Caldaro.
Alla Kalterer Kellerei, vicino alla Vecchia Stazione di Caldaro, è stata allestita una festa tradizionale e curiosiamo fra i banchetti. Non ci attrae il gulasch né il wurstel con le patate fritte, ma piuttosto l’offerta dei formaggi e dello speck di un maso. Un pane di segale e due bicchieri di Gewurztraminer ci fanno compagnia sotto l’ombra di un ombrellone insieme alla musica dei corni alpini e allo Schuhplattler.
Dirigiamo ora la nostra corsa verso Ora e verso la Val di Fiemme per raggiungere la Val di Cembra mai percorsa in tutta la sua lunghezza. Scegliamo il versante di Segonzano e con bella corsa giungiamo in Valsugana.
È ora di tornare a casa, ma dopo una giornata di strade di campagna non abbiamo voglia di immergerci nella concitazione della tangenziale di Trento e dunque ci allunghiamo fino a Caldonazzo e da qui su a Vigolo Vattaro per scavallare di nuovo in Val d’Adige all’altezza di Mattarello. Senza fretta, scendiamo la strada che avevamo percorso al mattino e, restii a chiudere la giornata, a Peri ci arrampichiamo per la decina di tornanti che conducono all’altopiano dei Lessini e giù a casa.











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che bello, questo post mi ricorda i luoghi dove sono andata in vacanza per una vita…la tavola con pane e formaggio poi è bellissima!
Grazie!
Grande Giulio , luoghi che in parte conosco , la Val di cembra un po meno ..comunque è prima della Val di Fassa ??
O.T. : il corso lo fai ?? e posso vengo il venerdì pomeriggio ..giovedì ti chiamo .
ToscanoIGT ( alias Marco .. o viceversa )
Si prende poco dopo l’imbocco della Val di Fiemme a Castello-Molina.
Mi pare che la val di Cembra l’ho percorsa, ma non ne sono sicuro al 100% perchè il nostro amico e guida di Trento era davanti e mi sono preoccupato di seguire lui che ha un passo…diciamo allegro
In ogni caso ogni volta che vedo foto di quei posti mi viene una gran voglia di trasferirmi…se l’inverno non fosse così lungo da quelle parti!
Grazie di questo ‘assaggio’, Giulio.
i miei complimenti…. bel report e strada a dir poco favolosa….